Dietro un infortunio c’è sempre una catena di cause. Ricostruirla con rigore tecnico è il primo passo, sia per la tutela del lavoratore sia per la corretta attribuzione delle responsabilità.
Un infortunio raramente ha una causa sola. È quasi sempre l’esito di una sequenza: una macchina, una procedura, una protezione, un comportamento. Ricostruire quella catena con rigore è il primo passo, sia per la tutela di chi è stato colpito sia per la corretta attribuzione delle responsabilità.
L’accertamento tecnico stabilisce come si è svolto l’evento, quali condizioni lo hanno reso possibile e dove la sicurezza ha ceduto: conformità di macchine e attrezzature, idoneità dei dispositivi di protezione, adeguatezza delle procedure.
In un ambito così delicato, la differenza tra un sospetto e una responsabilità dimostrata sta tutta nella solidità dell’analisi tecnica.
Un’analisi che lega la dinamica dell’infortunio alle condizioni tecniche e organizzative che lo hanno reso possibile.
Esame dei luoghi, dei macchinari e dello stato di fatto, per ricostruire come si è svolto l’evento.
Analisi della rispondenza di macchine, attrezzature e dispositivi di protezione ai requisiti tecnici e normativi.
Valutazione dell’adeguatezza delle procedure di lavoro e delle misure di prevenzione adottate.
Ricostruzione del nesso tra le criticità rilevate e l’evento, in una relazione tecnica utilizzabile in sede civile o penale.
Un accertamento che serve tanto alla tutela quanto alla difesa, perché parte dagli stessi fatti.
Lavoratori e famiglie che hanno bisogno di una ricostruzione tecnica a tutela dei propri diritti.
Avvocati che assistono la persona infortunata o le parti coinvolte e necessitano di un quadro tecnico solido.
Aziende e datori di lavoro che devono ricostruire l’accaduto e documentare le misure adottate.
Compagnie assicurative che richiedono un accertamento indipendente su dinamica e cause dell’infortunio.
Lo stato dei luoghi e delle attrezzature può cambiare rapidamente dopo un infortunio: documentarlo tempestivamente è spesso decisivo.
Quando in gioco c’è la salute di una persona, l’analisi tecnica deve essere ineccepibile.
Partiamo dalle evidenze materiali e dalla dinamica, non da una conclusione data per scontata.
Leggiamo conformità di macchine, dispositivi e procedure alla luce dei requisiti applicabili.
Ricostruiamo l’accaduto con la stessa serietà a tutela di chi è stato colpito e di chi deve difendersi.
Dietro ogni infortunio c’è una persona e, spesso, una famiglia. Trattiamo questi incarichi con la cura e il rispetto che meritano: capire davvero cosa è successo è il primo modo di rendere giustizia ai fatti.
No. Un’analisi tecnica tempestiva è utile fin da subito, per fissare i fatti e orientare le decisioni, anche prima di un eventuale contenzioso.
Sì. L’accertamento parte dagli stessi fatti: serve a tutelare chi è stato colpito e a permettere a chi è coinvolto di difendersi su basi documentate.
Dinamica dell’evento, conformità di macchine e dispositivi di protezione, adeguatezza delle procedure e nesso tra le criticità e l’infortunio.
Perché lo stato dei luoghi e delle attrezzature può cambiare: una documentazione tempestiva preserva le evidenze su cui poggia tutta l’analisi.
Raccontaci cosa è accaduto e in che fase ti trovi. Valutiamo insieme l’accertamento più utile, senza impegno.
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