Quando una disputa tecnica va risolta con dati verificabili, non con opinioni. Ricostruzione degli eventi, analisi delle cause e una relazione che mette i fatti al centro.
Un cedimento, un crollo, un incendio, un’opera che non ha retto: dietro ogni contenzioso tecnico c’è un evento concreto e la difficoltà di dimostrare, con rigore, come e perché sia accaduto.
In questi momenti non servono opinioni, nemmeno autorevoli. Serve una ricostruzione dei fatti che regga al confronto: documentata, verificabile e comprensibile anche a chi non è un tecnico. È questo il terreno dell’ingegneria forense, la disciplina che applica il metodo e le competenze ingegneristiche all’accertamento delle cause di un danno o di un difetto, perché possano essere valutate in sede tecnica o giudiziaria.
Affrontare tutto questo da soli, mentre si è già dentro al problema, è difficile. Il nostro compito è darti un quadro chiaro prima di ogni decisione.
Ogni incarico segue un percorso ordinato: prima i fatti, poi le cause, infine la loro rappresentazione in un documento utilizzabile dove serve.
Sopralluogo, rilievo e documentazione dello stato dei luoghi, per fissare i fatti prima che cambino o vengano alterati.
Individuazione del nesso tra causa ed effetto: cosa ha provocato il danno, in che ordine e con quali responsabilità tecniche.
Dove serve, accertamenti con strumentazione dedicata, tra cui l’indagine termografica con operatori certificati UNI EN 9712, per rendere visibile e documentabile ciò che a occhio non si vede.
Una relazione peritale chiara e argomentata, e l’assistenza tecnica nelle fasi successive: dalla mediazione al contraddittorio con il CTU.
Situazioni diverse, una stessa esigenza: stabilire i fatti tecnici prima che diventino oggetto di causa.
Privati alle prese con un danno alla casa o un’opera mal eseguita, che hanno bisogno di capire cosa è successo davvero prima di muoversi.
Avvocati che cercano un consulente tecnico di parte capace di reggere il contraddittorio e di esporre con chiarezza in udienza.
Aziende e imprese che devono documentare una responsabilità tecnica o difendersi da una contestazione.
Compagnie assicurative che necessitano di un accertamento indipendente sulle cause e sull’entità di un danno.
Il momento giusto, quasi sempre, è prima: prima di accettare una proposta, prima di avviare una causa, prima che lo stato dei luoghi venga modificato. Un accertamento tempestivo vale più di molte testimonianze.
La competenza tecnica si dà per scontata. La differenza la fanno il metodo con cui viene applicata e la cura con cui ogni incarico viene seguito.
Ogni fase è tracciata e ricostruibile, dal sopralluogo alla relazione. Una perizia che regge nasce da un percorso verificabile, non da un’affermazione.
Valutiamo i fatti per quello che sono. La nostra credibilità tecnica vale proprio perché non è in vendita.
Non lavoriamo per volumi. Chi ti ascolta all’inizio è la stessa persona che firma la relazione e ti accompagna fino alla fine.
Dietro questo lavoro c’è una convinzione semplice: chi si trova dentro un problema tecnico ha diritto a essere capito e tutelato con serietà. È il motivo per cui mettiamo nella chiarezza della relazione la stessa attenzione che mettiamo nell’analisi.
Una perizia descrive uno stato di fatto. L’ingegneria forense ricostruisce le cause di un evento e il loro nesso, con un rigore pensato per reggere in sede tecnica o giudiziaria.
Sì. La relazione è redatta per essere utilizzata come consulenza tecnica di parte, sia in mediazione sia nel procedimento, a supporto del legale.
Quasi sempre. Un accertamento preventivo aiuta a valutare la fondatezza della propria posizione ed evita di avviare contenziosi privi di basi tecniche solide.
Principalmente in Piemonte e Lombardia, e sull’intero territorio nazionale per incarichi di particolare complessità tecnica.
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