Le domande che ci vengono poste più spesso, con risposte dirette. Se la tua non è qui, scrivici.
Costi e tempi, valore legale della perizia, differenza tra CTU e CTP, come si svolge un sopralluogo, infiltrazioni e vizi, sinistri e assicurazioni. Se la tua domanda non è qui, scrivici.
Non esiste un prezzo unico: dipende dal tipo di immobile o evento, dall'estensione del danno, dal numero di sopralluoghi necessari, dalla strumentazione impiegata e dal fatto che la perizia sia destinata a un uso privato o a una causa. Per questo, prima di parlare di costi, facciamo una prima analisi gratuita della tua situazione e ti diamo un preventivo scritto, fisso e concordato in anticipo. Niente costi a sorpresa.
Sì. La prima analisi del tuo caso — capire di cosa si tratta, se conviene intervenire e in che modo — non ha costi e non comporta alcun impegno. Solo dopo, se decidi di procedere, concordiamo l'incarico e il relativo preventivo.
I tempi dipendono dalla complessità del caso e dalla necessità di sopralluoghi o analisi strumentali. Per un check-up immobiliare o una perizia su un danno circoscritto si parla in genere di pochi giorni dalla raccolta dei dati; per incarichi complessi o con più sopralluoghi i tempi si allungano. In ogni caso, al momento dell'incarico ti indichiamo una data di consegna e la rispettiamo: la puntualità fa parte del servizio.
Ci scrivi o ci telefoni e ci racconti il problema. Ti facciamo qualche domanda per inquadrare la situazione, ti diciamo con onestà se e come possiamo aiutarti e quali sono i passi consigliati. Se serve un sopralluogo o un preventivo, te lo proponiamo. Nessun automatismo: ogni caso è seguito direttamente.
Sì, ed è spesso la mossa più intelligente. Una valutazione tecnica preliminare ti dice se hai elementi concreti prima di affrontare i costi e i tempi di un contenzioso. Sapere come stanno davvero i fatti, prima di muoverti, ti evita di investire su una posizione debole.
Dipende da cosa rischi senza. Una perizia tecnica indipendente serve a fondare una decisione: trattare, agire o lasciar perdere. In molti casi una valutazione preventiva costa una frazione di ciò che costerebbe scoprire troppo tardi di avere torto — o di avere ragione senza poterlo dimostrare.
Seguiamo sia situazioni di valore contenuto sia contenziosi importanti. Su casi minori il nostro compito è anche dirti con franchezza se la spesa di una perizia è giustificata rispetto a quanto è in gioco: a volte la risposta più utile è proprio che non conviene.
Operiamo principalmente in Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle d'Aosta. Per incarichi specifici valutiamo trasferte anche fuori da queste aree: scrivici indicando dove si trova l'immobile o dove è avvenuto l'evento e ti diciamo subito se possiamo intervenire.
Le modalità di pagamento si concordano insieme all'incarico, in funzione del tipo e della durata dell'attività. Parlane apertamente al primo contatto: troviamo una soluzione ragionevole prima di iniziare, non dopo.
Sì. Ogni incarico è documentato da regolare fattura intestata a privato, azienda o studio legale, secondo le tue esigenze. La P.IVA dello studio è indicata in fondo a ogni pagina del sito.
Nel linguaggio comune si usano come sinonimi. In concreto, ciò che conta è il metodo: rilievi documentati, dati oggettivi, ragionamento tracciabile dalle premesse alle conclusioni. Una perizia che vale è una relazione costruita in modo da reggere il confronto critico di un'altra parte o di un giudice, non un parere generico.
Una perizia stragiudiziale di parte non è una "prova legale" automatica, ma è un documento tecnico che il giudice può valutare liberamente insieme agli altri elementi di causa. Se è ben fondata e documentata, ha un peso reale: orienta la consulenza d'ufficio, sostiene le tue ragioni e spesso favorisce un accordo prima ancora del giudizio.
Sì, e questo è il punto. Un tecnico serio mette il metodo prima del committente: se i fatti non ti danno ragione, te lo diciamo. Una perizia compiacente non regge al contraddittorio e si ritorce contro chi la usa. Il nostro valore sta proprio nell'essere credibili davanti a un giudice o a una controparte.
In genere: l'inquadramento del caso e i documenti esaminati, la descrizione dei sopralluoghi, i rilievi e le eventuali misure strumentali (foto, termografie, prove), l'analisi tecnica, le conclusioni motivate e, dove richiesto, una stima dei costi di ripristino o del danno. Tutto in forma ordinata e verificabile.
La stima quantifica un valore (di un immobile, di un danno). La perizia accerta e spiega un fatto tecnico (la causa di un'infiltrazione, l'origine di un incendio). La consulenza è l'attività di supporto continuativo, ad esempio come CTP in una causa. Spesso un incarico le combina.
Sì. Una relazione tecnica chiara è uno strumento prezioso in mediazione: stabilisce i fatti in modo neutro e aiuta le parti a trovare un accordo senza arrivare in causa. Molti conflitti si chiudono proprio quando un'analisi indipendente toglie spazio alle opinioni.
Spesso sì, se è costruita con il metodo giusto. Una perizia ben documentata serve sia a sostenere una richiesta di indennizzo sia, se necessario, a fondare un'azione legale. È uno dei motivi per cui conviene impostarla bene fin dall'inizio.
La perizia è firmata dal professionista incaricato, iscritto al proprio Ordine professionale. La firma di un tecnico abilitato ne garantisce la riferibilità e la responsabilità professionale: non è un documento anonimo o generico.
La perizia fotografa una situazione in un momento preciso. Resta valida come documentazione di quello stato, ma se le condizioni cambiano (il danno evolve, si eseguono lavori) può rendersi necessario un aggiornamento. Per questo è importante documentare per tempo, prima che le tracce spariscano.
Perché una volta riparato il danno, le prove di ciò che è successo spariscono. Documentare lo stato dei luoghi prima di demolire, ripristinare o sgomberare è spesso decisivo: senza quella fotografia tecnica, dimostrare causa e responsabilità diventa molto più difficile.
Il CTU (Consulente Tecnico d'Ufficio) è nominato dal giudice ed è terzo e imparziale rispetto alle parti. Il CTP (Consulente Tecnico di Parte) è il tuo tecnico: assiste te e il tuo avvocato, partecipa alle operazioni peritali e formula osservazioni a tutela della tua posizione. Approfondimento dedicato: CTP e CTU a confronto.
Serve a non subire passivamente la consulenza d'ufficio. Il CTP segue i sopralluoghi del CTU, verifica che il metodo sia corretto, evidenzia ciò che ti favorisce e contesta ciò che è errato o incompleto. Senza un CTP, la versione tecnica della controparte rischia di restare l'unica ascoltata.
Idealmente all'avvio della CTU, in modo da partecipare fin dal primo sopralluogo. In molti casi è utile coinvolgerlo anche prima, in fase di valutazione, per capire se e come impostare la difesa tecnica. Aspettare la fine delle operazioni significa spesso arrivare quando i giochi sono fatti.
Sì. Il CTU è tenuto a esaminare le osservazioni di parte depositate nei termini e a rispondervi nella relazione finale. È uno dei momenti in cui il contraddittorio tecnico incide concretamente sull'esito: osservazioni ben argomentate possono cambiare le conclusioni della consulenza.
Nelle cause il CTP lavora a fianco del tuo legale. Per valutazioni tecniche fuori dal processo — un parere, una perizia preventiva, una trattativa — puoi rivolgerti direttamente a noi senza passare da un avvocato. Se poi emerge la necessità di agire in giudizio, ti orientiamo.
È un procedimento con cui, prima o all'inizio della causa, si fa accertare da un consulente nominato dal giudice lo stato dei luoghi o le cause di un danno, quando c'è il rischio che le prove cambino. Anche in un ATP è fondamentale essere assistiti da un CTP per tutelare la propria posizione fin dal primo accesso.
Sì, è la situazione tipica. Il rapporto tra CTP e legale è una collaborazione: noi forniamo l'analisi tecnica e il supporto in udienza, l'avvocato gestisce la strategia processuale. Una buona difesa tecnica nasce dal coordinamento tra i due ruoli.
Attraverso il CTP puoi contestare le conclusioni del CTU con osservazioni motivate, chiedere chiarimenti o un supplemento di indagine e, nei casi previsti, sollecitare il giudice a non recepire acriticamente la consulenza. La contestazione tecnica deve però essere fondata sul metodo, non sulla semplice insoddisfazione.
Sì. La consulenza tecnica di parte esiste anche in ambito penale e nelle vertenze con le assicurazioni. In ogni contesto il principio è lo stesso: garantire che il tuo punto di vista tecnico sia rappresentato in modo competente accanto a quello dell'organo terzo.
Rischi di accettare un accertamento costruito senza il tuo contributo, di non accorgerti di errori metodologici e di scoprire troppo tardi che mancavano elementi a tuo favore. Il CTP non è un lusso: in cause tecniche è spesso ciò che fa la differenza tra subire e difendersi.
Concordiamo un appuntamento, esaminiamo lo stato dei luoghi, documentiamo con fotografie e, dove serve, con strumentazione (termocamera, igrometro, prove specifiche). Raccogliamo i documenti rilevanti e ascoltiamo la tua versione dei fatti. Tutto ciò che osserviamo viene registrato in modo da poter essere ricostruito in seguito.
La termografia è una tecnica che, tramite termocamera, rende visibili differenze di temperatura sulle superfici, rivelando ciò che l'occhio non vede: percorsi di acqua, ponti termici, dispersioni, tracce di umidità. È particolarmente utile per individuare l'origine di infiltrazioni e difetti nascosti. Approfondimento: la termografia in edilizia.
Si privilegiano sempre le tecniche non distruttive: termografia, rilievi strumentali, ispezioni visive documentate. Solo quando è indispensabile, e previo accordo, si ricorre a saggi mirati e circoscritti. L'obiettivo è ottenere certezze creando il minor disturbo possibile.
Perché lo stato dei luoghi cambia. Una documentazione fotografica ordinata, datata e riferibile è ciò che permette, mesi dopo, di dimostrare com'erano le cose nel momento del danno. È la base oggettiva su cui si regge tutta l'analisi successiva.
Significa che ogni conclusione è collegata in modo tracciabile a un dato verificabile, così che un'altra parte tecnica possa controllarla senza trovarla arbitraria. Una relazione che regge al contraddittorio non teme di essere esaminata: è costruita proprio per essere messa alla prova.
Sì, e dove la materia lo richiede operiamo secondo standard riconosciuti (ad esempio per le indagini termografiche). L'uso di strumenti tarati e di procedure riconosciute è ciò che rende un rilievo difendibile in sede tecnica e giudiziale, e non una semplice impressione.
Non è obbligatorio, ma è spesso utile: chi vive o lavora nei luoghi conosce dettagli e storia del problema che aiutano l'indagine. Se non puoi esserci, concordiamo l'accesso e ti restituiamo comunque un resoconto chiaro di quanto rilevato.
Tutto ciò che racconta la storia del problema: documenti dell'immobile, eventuali precedenti perizie o preventivi, comunicazioni con controparti o assicurazioni, foto fatte quando il danno è comparso. Più il quadro è completo, più l'analisi è solida fin dal primo accesso.
In una relazione scritta, ordinata e comprensibile anche da chi non è tecnico, corredata dalla documentazione a supporto. La chiarezza espositiva è parte del lavoro: una perizia serve a far capire e a convincere, non a impressionare con tecnicismi.
Sì. Accanto alle indagini sui luoghi, ci occupiamo anche di digital forensic: acquisizione e analisi di dati e dispositivi con metodo idoneo all'uso probatorio. Anche qui vale lo stesso principio: ciò che non è acquisito correttamente rischia di non valere nulla.
Sì: individuare l'origine reale di un'infiltrazione è uno dei nostri ambiti principali. Spesso il punto in cui l'acqua compare è lontano da dove entra. Con rilievi mirati e termografia ricostruiamo il percorso e stabiliamo la causa, presupposto indispensabile per riparare bene e per attribuire le responsabilità. Approfondimento: trovare l'origine delle infiltrazioni.
Dipende dall'origine: se il problema nasce da una parte comune (lastrico, facciata, colonne) o da una proprietà privata (un bagno, una tubazione interna) cambia chi risponde. Il primo passo è sempre tecnico: stabilire da dove arriva l'acqua. Solo dopo si può parlare di responsabilità. Vedi danni da infiltrazioni.
Prima di tutto, far accertare tecnicamente la natura e l'entità dei difetti e quando si sono manifestati: è la base per capire se rientrano nelle garanzie previste dalla legge e per agire nei termini. Approfondimenti utili: le garanzie per i vizi e vizi costruttivi.
Sono difetti che derivano da errori di progettazione o esecuzione: dalle semplici difformità fino ai difetti che incidono sulla solidità, sulla durata o sull'abitabilità dell'immobile. La distinzione è importante perché a difetti diversi corrispondono garanzie e termini diversi: serve un accertamento tecnico per inquadrarli correttamente.
Sì: un check-up immobiliare prima del rogito ti dice cosa stai davvero comprando — umidità, impianti, difetti nascosti, criticità strutturali — quando sei ancora in tempo per trattare il prezzo o rinunciare. Costa una frazione di quello che potresti scoprire dopo. Approfondimento: il check-up pre-acquisto.
Con un accertamento tecnico documentato. Le opinioni si contraddicono, i dati no: termografia, rilievi e ricostruzione del percorso dell'acqua stabiliscono i fatti in modo verificabile. È esattamente ciò che serve quando una controparte nega: trasformare la tua ragione in qualcosa di dimostrabile.
Muffa e condensa possono dipendere da difetti dell'immobile (ponti termici, infiltrazioni, isolamento carente) oppure dalle condizioni d'uso, e spesso da una combinazione. Distinguere le cause è un lavoro tecnico: serve a capire chi deve intervenire e a non spendere su soluzioni che non risolvono il problema reale.
Sì, eseguiamo stime immobiliari documentate per compravendite, successioni, divisioni e contenziosi. Una stima fondata su criteri riconosciuti è diversa da una valutazione "a sensazione": serve quando il valore deve essere sostenibile davanti a una controparte, a un giudice o al fisco.
Spesso sì, ma è una valutazione tecnico-giuridica da fare caso per caso, tenendo conto dei termini e di chi può rispondere. Il primo passo utile è accertare e documentare i difetti finché sono visibili: senza prova del difetto, qualunque azione parte in salita. Su questo possiamo aiutarti.
Sì: una perizia che accerta i difetti, li collega a una causa e ne stima il costo di ripristino è la base tecnica per una richiesta di risarcimento o per un'azione in garanzia. Il tuo avvocato la userà come fondamento tecnico della pretesa.
Sì. Una perizia di parte indipendente può documentare la reale entità del danno e i costi effettivi di ripristino, offrendoti una base tecnica per contestare una stima al ribasso. Spesso la differenza tra l'offerta e il dovuto sta proprio in ciò che la perizia di parte mette nero su bianco. Vedi perizie assicurative.
Affianca te (o il tuo legale) nel confronto con il perito della compagnia: verifica le cause e l'entità del danno, controlla che la stima sia corretta e completa e tutela la tua posizione nella liquidazione. È l'equivalente del CTP, trasferito nel rapporto con l'assicurazione.
Sì: la ricostruzione dell'origine e della dinamica di incendi ed esplosioni è un'attività tecnica specialistica. Stabilire dove e perché è partito l'evento è decisivo sia per la liquidazione assicurativa sia per accertare eventuali responsabilità.
Per entrambi. Assistiamo privati che si confrontano con la propria assicurazione, aziende che devono tutelarsi da contestazioni tecniche e compagnie o liquidatori che hanno bisogno di accertamenti indipendenti e documentati. Il metodo non cambia: ciò che cambia è il committente.
Sì. L'indipendenza è metodologica, non dipende da chi paga: l'analisi segue i fatti e la strumentazione, non le aspettative del committente. È proprio questa indipendenza che rende una perizia spendibile quando viene esaminata dal legale della controparte.
Sì. Sappiamo che la gestione di un sinistro ha budget e scadenze: al momento dell'incarico concordiamo una tempistica di consegna e la rispettiamo, fornendo un output strutturato e pronto per l'uso nella liquidazione.
Metti in sicurezza, ma documenta prima di rimuovere o riparare: foto, video, conservazione di ciò che è danneggiato. Avvisa l'assicurazione nei termini di polizza. Evita di smaltire o ripristinare tutto in fretta: le prove cancellate non si recuperano, e con esse rischi di perdere la possibilità di dimostrare il danno.
Sì. Ci occupiamo della ricostruzione tecnica di sinistri stradali e dell'analisi tecnica negli infortuni sul lavoro, dove stabilire la dinamica e le condizioni in cui è avvenuto l'evento è il presupposto per attribuire le responsabilità.
Sì. La riconducibilità del danno alle cause coperte da polizza è spesso una questione tecnica: una perizia indipendente può chiarire la dinamica reale dell'evento e dare al tuo legale gli elementi per contestare un diniego di copertura non fondato.
Va valutato caso per caso: ti diciamo con onestà quando il costo dell'accertamento è giustificato dal valore in gioco e quando invece conviene trattare direttamente. L'obiettivo non è venderti una perizia, ma farti prendere la decisione più conveniente per te.
Scrivici. Ti rispondo direttamente, senza filtri e senza impegno.
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